Caro carburanti, la FESICA: “Bene i “cerotti” del Governo, ma ora l’Europa batta un colpo. Servono riforme strutturali per imprese e famiglie”
Nazionali

Caro carburanti, la FESICA: “Bene i “cerotti” del Governo, ma ora l’Europa batta un colpo. Servono riforme strutturali per imprese e famiglie”

Mar 19, 2026

La Fesica, Federazione Sindacati Industria, Commercio e Artigianato, accoglie con favore il pacchetto emergenziale varato dal Consiglio dei Ministri per calmierare i prezzi alla pompa, ma avverte: “Senza una visione europea comune, queste misure resteranno interventi a termine”.

Il provvedimento, varato su proposta della Premier Meloni e dei Ministri competenti, introduce una strategia immediata basata sulla riduzione della pressione fiscale e su una stretta contro i fenomeni speculativi. Nel dettaglio, il decreto prevede un taglio delle accise per un periodo di 20 giorni che si traduce in un risparmio di 25 centesimi al litro per benzina e gasolio e di 12 centesimi al chilo per il GPL, affiancato da un sistema di sorveglianza speciale: per i prossimi tre mesi, infatti, le compagnie petrolifere avranno l’obbligo di pubblicare i prezzi consigliati sotto la lente del Garante (Mimit), con sanzioni severe in caso di anomalie lungo l’intera filiera.

“Apprezziamo la rapidità d’azione del Governo e la determinazione nel colpire chi specula sulle tasche dei cittadini», dichiara il Segretario generale della Fesica, Bruno Mariani. “Il rafforzamento dei controlli è un segnale di legalità necessario: non possiamo permettere che le tensioni internazionali diventino l’alibi per profitti ingiustificati a danno di chi lavora ogni giorno”.

Particolare attenzione viene rivolta ai settori della pesca e dell’autotrasporto, per i quali sono stati previsti crediti d’imposta straordinari volti a compensare i rincari di marzo, aprile e maggio rispetto ai costi di febbraio 2026. “Parliamo di boccate d’ossigeno vitali, ma purtroppo limitate nel tempo”, prosegue Mariani. “I nostri autotrasportatori e i nostri pescatori hanno bisogno di certezze che vadano oltre il trimestre. Il credito d’imposta aiuta a non affondare oggi, ma il costo dell’energia resta una scure pendente”.

L’attenzione della Fesica si sposta ora sul Consiglio Europeo del 19-20 marzo. “La Premier Meloni a Bruxelles deve farsi portavoce di un’esigenza non più rimandabile: l’Europa deve smettere di reagire in ordine sparso. Tra crisi mediorientale e instabilità energetica, serve un tetto comune ai costi e una strategia di stabilizzazione che tuteli le filiere produttive italiane. I “cerotti” nazionali sono indispensabili nell’emergenza, ma solo l’UE può garantirci una navigazione sicura per il futuro”, conclude il Segretario generale.

La Fesica monitorerà l’efficacia dei controlli sui prezzi e valuterà ulteriori iniziative all’esito del summit europeo.