Crisi gasolio: SOS per pesca e agroalimentare, la Fe.s.i.c.a. chiede interventi “per evitare il collasso”
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Crisi gasolio: SOS per pesca e agroalimentare, la Fe.s.i.c.a. chiede interventi “per evitare il collasso”

Mar 18, 2026

Il caro-gasolio da crisi Medio Oriente e le accise strangolano pesca e agroalimentare, è rischio collasso immediato senza aiuti urgenti

La Fe.s.i.c.a., comparto pesca e agroalimentare, lancia l’allarme sulla drammatica impennata del costo del gasolio, balzato del 30% in pochi giorni e oltre il 60% sui livelli storici, che sta mettendo in ginocchio marinerie e imprese agricole italiane.

Questi prezzi rincarati, causa predominante della crisi, incide per più della metà sui costi operativi della pesca – già falcidiata da fermi UE prolungati, quote 2026 restrittive e flessione produttiva dell’8,9% – rischiando il collasso di intere filiere, la perdita di migliaia di posti di lavoro e l’invasione di prodotti ittici stranieri sui mercati nazionali. Stesso dramma nell’agroalimentare, dove l’”onda lunga” dei rincari minaccia semine, trasporti e prezzi al consumo per 2 miliardi di euro.

“Non possiamo più aspettare: pescatori e agricoltori sono al limite, con uscite in mare antieconomiche e attività ferme per sopravvivenza”, – dichiarano i componenti della Segreteria Nazionale –. Capiamo la crisi geopolitica in Medio Oriente, con il conflitto tra USA, Israele e Iran che ha bloccato rotte chiave come lo Stretto di Hormuz, facendo esplodere il prezzo del Brent oltre i 100 dollari al barile e i rincari del diesel del 16-25% in pochi giorni, ma a ciò si sommano il riallineamento delle accise previsto dalla Manovra 2026, +4,05 centesimi/litro dal gennaio, e la speculazione sui mercati, con i prezzi alla pompa che salgono più del greggio stesso, mentre accise e IVA incidono per oltre appunto il 60% del costo finale”.

“Facendosi carico di tali problematiche e non far collassare il comparto, invitiamo Governo e UE a misure immediate, con proposte, ovvero: “sgravi fiscali totali sul gasolio professionale, erogazione accelerata di fondi FEAMPA per modernizzazione flotte, rafforzamento controlli anti-illegalità e piani strategici come il Piano del Mare 2026-2028 per competitività e ricambio generazionale”.

“Il nostro sindacato si mobiliterà con proteste e segnalazioni ai tavoli istituzionali se non arriveranno risposte concrete in tempi stretti. Il settore primario è strategico per l’Italia: tuteliamolo, ora, finché siamo in tempo”, concludono.