Morte guardia giurata Marche, Marzio Bianchi Martina (Fesica Liguria): “Stop a turni notturni solitari”
La recente morte di una guardia giurata nelle Marche (link all’articolo) non è una semplice fatalità. È l’ennesima prova di un sistema che tollera condizioni di lavoro inaccettabili nel settore della vigilanza privata, soprattutto per chi opera da solo nelle ore notturne.
Lavorare di notte in solitudine espone a rischi enormi: aggressioni, incidenti, malori improvvisi e mancanza di supporto immediato. Troppo spesso, i lavoratori mancano di strumenti di protezione adeguati. L’episodio nelle Marche impone una risposta chiara e immediata da istituzioni, stazioni appaltanti e aziende del settore.
La FESICA Liguria è netta: i servizi notturni con un solo operatore devono finire. Garantire due guardie giurate nei turni notturni non è una richiesta astratta, ma una misura concreta per prevenzione, sicurezza e rispetto della vita umana. Ogni decisione che ignora questo principio espone i lavoratori a pericoli gravissimi.
Preoccupa, in questo contesto, l’avvicinarsi della scadenza contrattuale e del rinnovo dei servizi di vigilanza presso gli uffici giudiziari di Genova. C’è il rischio che prevalgano logiche di risparmio, sacrificando personale, misure di sicurezza e condizioni dignitose.
Chiarissimo: non accetteremo che il massimo ribasso sia pagato a spese della vita dei lavoratori. La sicurezza non è un costo da tagliare, ma un obbligo imprescindibile. Ogni capitolato che non preveda esplicitamente due guardie giurate di notte espone a gravi responsabilità chi lo redige e approva.
«La vita di un lavoratore non può essere il prezzo di un appalto più economico» afferma Marzio Bianchi Martina, Segretario regionale ligure della FESICA Liguria. «Per il rinnovo agli uffici giudiziari di Genova, pretendiamo servizi notturni con due guardie giurate, senza eccezioni. Chi ignora questo si assume responsabilità morali e politiche».
La FESICA Liguria non starà in silenzio. Se non arriveranno risposte concrete, il sindacato è pronto a tutte le azioni necessarie per tutelare sicurezza e dignità dei lavoratori della vigilanza privata.
La tragedia delle Marche deve essere un punto di non ritorno. Ogni rinnovo, gara d’appalto e decisione organizzativa deve partire da un principio semplice: “chi lavora ha il diritto di tornare a casa vivo“.


