Visita sindacale del Segretario Generale Mariani a Trieste: “Aumentata anche qui la consapevolezza dei mezzi della nostra Federazione”

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Visita sindacale del Segretario Generale Mariani a Trieste: “Aumentata anche qui la consapevolezza dei mezzi della nostra Federazione”

“A Trieste c’è stata coesione, riflettuto sul lavoro”

Dopo Gorizia, il Segretario Generale Bruno Mariani ha fatto visita alle due sedi di Trieste, rappresentate per l’occasione dal segretario della Fesica Filippo Caputo e da quello Confsal Elisabetta Lama. L’incontro ha avuto un impatto significativo in termini di rappresentanza e legittimazione dell’azione sindacale locale.

“Ancora una volta – ha detto Mariani – si è evinta l’unione e la coesione con la realtà friulana, è stata aumentata la consapevolezza dei propri mezzi per rafforzare le relazioni industriali e mantenere alto il livello di ascolto verso vecchi e nuovi bisogni dei lavoratori,  a cui anche in termini di servizi cerchiamo di offrire sempre più” .

Tra i temi trattati non poteva mancare la questione dei dipendenti della Euros&Promos: “Proprio in settimana sarà cruciale – ha spiegato Caputo – l’ultima assemblea in vista della scadenza dell’appalto e l’auspicato rinnovo, fino al 2027, del Ccnl multiservizi, ma certamente con tutte le misure previste e non solo di parte come fino ad ora accaduto”.

Per Elisabetta Lama “è stato un piacere avere il Segretario Mariani a Trieste, ma soprattutto confortante per la capacità di ascolto delle problematiche del nostro comprensorio e di Trieste. Con l’occasione abbiamo presentato il personale delle nostre sedi al Segretario, sperando di riaverlo qui in futuro anche per altre occasioni”.

Una riflessione è stata fatta, inoltre, sul senso e il reale valore dell’ormai imminente “Primo Maggio – Festa del lavoratore”. Le morti bianche e “una legge che non funziona più” e la “ricaduta delle responsabilità talvolta da attribuire anche ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza” è stato un altro degli argomenti sviluppati. Alcuni dei presenti hanno ricordato anche l’impatto in termini di costi, salatissimi, che lo Stato e dunque il contribuente paga ogni anno per risarcire infortuni e morti sul lavoro”.