Lavoro, Fesica Confsal Roma: “Gli addetti alla pulizia delle scuderie della Questura di Roma restano senza stipendio, non interviene neanche la Prefettura”

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Lavoro, Fesica Confsal Roma: “Gli addetti alla pulizia delle scuderie della Questura di Roma restano senza stipendio, non interviene neanche la Prefettura”

Senza stipendio da ottobre, sui lavoratori addetti al servizio di pulizia e custodia cavalli delle scuderie della Questura di Roma non interviene neanche la Prefettura

“La Prefettura in due anni non ha mai risposto alle nostre comunicazioni e alle richieste di incontro, non ha mai dato corso agli adempimenti previsti dal codice degli appalti avuta notizia del mancato pagamento degli stipendi, quando dovrebbe diffidare la ditta a provvedere entro 15 giorni e pagare direttamente in surroga il personale”.

La situazione paradossale è denunciata dal segretario provinciale di Roma del sindacato Fesica Confsal, Paolo Trivisonno, in difesa del personale che si occupa della pulizia e della custodia dei cavalli della Questura di Roma. “Si tratta di un appalto passato dalla ‘Ecoin Srl’ alla ‘Exchange New Business srl’, ma gestito dalla Prefettura di Roma. I problemi sono iniziati già due anni fa, i lavoratori – spiega il sindacalista – non percepiscono la retribuzione da novembre compresa l’ultima tredicesima e quanto recuperato fino ad ora è stato possibile solo dopo nostre vertenze ed ingiunzioni di pagamento”.

“Non capiamo davvero, con grande stupore, come sia possibile che la Prefettura, un organo del Ministero dell’Interno che rappresenta il Governo con anche compiti di vigilanza sul rispetto delle norme, rimanga indifferente davanti al necessario rispetto della legalità. Nessuno, in barba oltretutto allo statuto dei lavoratori – tuona il sindacalista Fesica Confsal –, tra i responsabili dei dipartimenti preposti, la segreteria del Prefetto ed i tre stessi Prefetti succeduti in questi anni, da Piantedosi all’attuale Lamberto Giannini, ha mai dato un segnale di risposta in nome della legge e dello Stato. Chiediamo al Signor Prefetto a chi si devono rivolgere cittadini e lavoratori, per far rispettare la legge, se non allo Stato?”.

“Sarebbe grave se non ricevessimo ancora alcuna risposta e un – conclude Paolo Trivisonno – silenzio assordante”.