Il direttore Canu dello spazio Conad dell’Aquilone specialista in gratuite aggressioni verbali ai lavoratori, la Fesica Confsal dell’Aquila: “Nessuno è ricattabile e aggredibile”

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Il direttore Canu dello spazio Conad dell’Aquilone specialista in gratuite aggressioni verbali ai lavoratori, la Fesica Confsal dell’Aquila: “Nessuno è ricattabile e aggredibile”

LAVORATORI VESSATI, C’È CHI PSICOLOGICAMENTE STA CROLLANDO E VIVE CON LO SPETTRO DEL LICENZIAMENTO SE NON SI PIEGA A CERTE ‘REGOLE’. ORMAI GLI EPISODI GRAVISSIMI CON TESTIMONI SONO INNUMEREVOLI, MENTRE LE ALTRE SIGLE SINDACALI TACCIONO E CHISSA’ PERCHE’.

IL SEGRETARIO VIVARELLI: “PRONTO A INCATENARMI DAVANTI AL TRIBUNALE, DAI PIANI ALTI DELLO SPAZIO CONAD DA ANNI SI RIFIUTANO DI AVERE COLLOQUI CON NOI PER UN GIUSTO CONFRONTO” 

 “Visto che allo Spazio Conad del centro commerciale l’Aquilone dell’Aquila le iscritte alla nostra sigla sindacale continuano a subire vessazioni e addirittura pesanti aggressioni verbali da parte della direzione, sono pronto ad incatenarmi davanti al tribunale”.

Il sindacalista Marcello Vivarelli

Lo afferma Marcello Vivarelli, segretario provinciale Fesica-Confsal di L’Aquila e Teramo, che torna a parlare “della terribile condizione in cui sono costrette a lavorare allo Spazio Conad dell’Aquilone le nostre iscritte”.

Il Direttore Roberto CANU

“Quella con il punto vendita Spazio Conad del direttore Canu – spiega Vivarelli – è una situazione di una gravità inaudita che si trascina ormai da anni. Le iscritte alla Fesica vivono nel terrore, non essendo iscritte ad una sigla sindacale con cui la direzione evidentemente va a braccetto. Siamo arrivati alle pesanti aggressioni verbali, senza uno straccio di motivazione che sia minimamente plausibile, nei confronti di una delle lavoratrici che stanno con Fesica che è finita in Pronto Soccorso per quello che è a tutti gli effetti un infortunio sul lavoro. Causato dall’atteggiamento di odio nei confronti di chi vuole semplicemente il rispetto delle regole in un luogo di lavoro e non vuole vivere con lo spettro del licenziamento se non si piega a certe ‘regole’”.

“Da anni questa sigla sindacale cerca di colloquiare con la direzione – continua l’esponente Fesica-Confsal – e da anni non ci riesce. Forse perché, a differenza di altri, non resta in silenzio di fronte ad una gestione assurda del punto vendita, con pesanti e negative ricadute sulle lavoratrici considerate ‘figlie di un Dio minore’. La gestione di quel punto vendita è semplicemente scandalosa, tanto da aver costretto il nostro sindacato a percorrere recentemente la via del giudice del lavoro. E che saremo costretti a percorrere di nuovo, poiché le condizioni delle lavoratrici nostre iscritte non fanno altro che peggiorare. Evidentemente per il direttore Canu non è un problema tornare in tribunale”.

“Tutto questo è poi ulteriormente aggravato dal fatto che le altre sigle sindacali presenti – continua il segretario provinciale di Fesica-Confsal L’Aquila e Teramo – possono letteralmente dormire sonni tranquilli e fregarsene se in un ambiente di lavoro c’è chi viene trattato malissimo e senza alcun motivo – tra l’altro in un contesto in cui c’è da capire se vengono rispettate tutte le regole, penso alla gestione delle telecamere – perché si tratta di iscritte ad una sigla sindacale forse considerata ‘non allineata’ e quindi ricattabile e aggredibile non soltanto dalla direzione, ma pure da chi è iscritto con una sigla diversa”.

“Sono quindi pronto ad incatenarmi davanti al tribunale dell’Aquila – conclude Vivarelli – dove c’è chi rimetterà piede a breve. Perché probabilmente è l’unico ‘linguaggio’ che conosce. Peccato che dalle parti della direzione generale di Mozambolo tutto questo vada benissimo”.