Abruzzo. Lavoro precario, la Fesica Confsal schierata con i lavoratori Inps

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Abruzzo. Lavoro precario, la Fesica Confsal schierata con i lavoratori Inps

“Mi aspetto l’intervento immediato della Regione Abruzzo per evitare l’ennesimo schiaffo in faccia ai precari. Che, come ripetiamo sempre, vanno salvati, non gettati in mezzo alla strada”

La Fesica Confsal L’Aquila e Teramo si schiera nuovamente a tutela dei lavoratori più deboli, questa volta i precari che lavorano in appalto per le direzioni Inps abruzzesi. E chiede, “visto il silenzio da parte della Direzione regionale abruzzese dell’Inps”, “l’intervento immediato del presidente della Regione Abruzzo e dell’assessore regionale al Lavoro per salvare diversi precari destinati a strettissimo giro di posta alla disoccupazione”.

“Sappiamo che c’è la chiara intenzione da parte della Direzione regionale dell’ente – afferma Marcello Vivarelli, segretario provinciale Fesica Confsal di L’Aquila e Teramo (in foto) – di non utilizzare  più e di tagliare alcuni servizi in appalto perché non c’è più l’emergenza Covid e perché ci sarebbero esigenze di alleggerire il bilancio, motivi per cui saranno presto lasciati disoccupati diversi lavoratori precari tra i quali quelli che si occupano del portierato, ma sappiamo anche che quegli stessi lavoratori precari hanno svolto e continuerebbero a svolgere un ruolo importantissimo a fronte di servizi addirittura in aumento e con in più la necessità di far fronte alle tante criticità legate al taglio del reddito di cittadinanza”.

“Purtroppo – prosegue Vivarelli – il direttore regionale dell’Inps Abruzzo, il dottor Luciano Busacca, anziché rispondere positivamente alla richiesta di incontro urgente che questa sigla sindacale gli ha fatto pervenire, ha preferito farmi contattare telefonicamente da un’altra persona, la quale mi ha chiesto quale fosse l’argomento dell’incontro. Che però era scritto chiaramente sulla lettera che ho inviato al dottor Busacca, e cioè i casi di precariato nella sede provinciale aquilana dell’Inps. Evidentemente, il fatto di non essere un ‘grande’ sindacato come Cgil, Cisl e Uil non permette di far spalancare le porte dell’ente”.

“Non capiamo, poi, come sia possibile considerare stipendi purtroppo molto bassi come fonte di problemi di bilancio dell’Inps, uno degli enti più ricchi d’Europa – continua l’esponente Fesica-Confsal -. Senza dimenticare che ci troviamo in un momento a dir poco drammatico dal punto di vista dell’occupazione e dei bassi salari. L’Inps in una situazione del genere dovrebbe dimostrare quantomeno di mantenere l’occupazione, anziché distruggerla”.

“Mi aspetto l’intervento immediato della Regione Abruzzo – conclude Vivarelli – per evitare l’ennesimo schiaffo in faccia ai precari. Che, come ripetiamo sempre, vanno salvati, non gettati in mezzo alla strada”.