Bonus: I dipendenti del privato hanno diritto ad ulteriori 200 euro di buoni carburante. Ed il datore può dedurli interamente dal reddito di impresa

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Bonus: I dipendenti del privato hanno diritto ad ulteriori 200 euro di buoni carburante. Ed il datore può dedurli interamente dal reddito di impresa

Possono essere distribuiti ad personam e senza necessità di preventivi accordi contrattuali o in sostituzione dei premi di risultato agevolati 

Con il decreto trasparenza approvato martedì dal Governo, viene riproposto il bonus carburante fino a 200 euro per lavoratore in esenzione di imposta, ma solo per il periodo da gennaio a marzo 2023 . La bozza del nuovo Dl riproduce la stessa formula utilizzata nell’articolo 2 del Dl 21/2022 che per l’anno scorso ha introdotto il bonus carburante esente fino a 200 euro, salvo per quanto concerne il periodo di erogazione. La precedente agevolazione riguardava il periodo di imposta 2022, anche se l’erogazione di tali buoni benzina può avvenire ancora entro oggi, giovedì 12 gennaio 2023, in considerazione del principio di cassa allargato. La nuova agevolazione, invece, salvo proroghe o modifiche in sede di conversione, fissa la scadenza al prossimo 31 marzo.

Anche a fronte delle indicazioni fornite dall’agenzia delle Entrate nella circolare 27/2022 riferita al bonus dell’anno scorso, i buoni 2023 potranno essere spesi anche dopo il 31 marzo. Inoltre riguardano i soli lavoratori dipendenti (esclusi i titolari di redditi assimilati come i co.co.co) di datori di lavoro del settore privato per i rifornimenti di carburante o anche per le ricariche elettriche. I relativi costi di acquisto sono interamente deducibili dal reddito d’impresa.

Possono essere distribuiti ad personam e senza necessità di preventivi accordi contrattuali o in sostituzione dei premi di risultato agevolati, nel caso in cui i relativi contratti aziendali o territoriali lo prevedano e in conformità alla relativa disciplina.

Le eventuali corresponsioni di buoni carburante successive al 31 marzo 2023 potrebbero ricadere nella soglia generale di non imponibilità delle erogazioni in natura, individuata dall’articolo 51, comma 3, del Tuir, pari a 258,23 euro, se tale soglia non verrà superata, considerato il complesso dei valori di beni e servizi ricevuti nel 2023 (anche da altri datori di lavoro). In analogia con quanto avvenuto nel 2022, infatti, la soglia di 200 euro dei buoni è indipendente e aggiuntiva rispetto a quella di 258,23 euro e di conseguenza si può contare su un totale di 458,23 euro di valori non imponibili in capo al dipendente. Lo si apprende da un articolo, a firma Matteo Prioschi e Stefano Sirocchi, del Sole 24 Ore dell’edizione odierna.