L’Aquila, Vivarelli: “Allo spazio Conad ‘L’aquilone’ ennesimo gesto censurabile e sui diritti dei dipendenti non tutto è stato risolto”

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L’Aquila, Vivarelli: “Allo spazio Conad ‘L’aquilone’ ennesimo gesto censurabile e sui diritti dei dipendenti non tutto è stato risolto”

“Non è possibile spillare un volantino Filcams-Cgil al modulo per il bonus da 200 euro da far consegnare, dai colleghi con mansioni minori, alle lavoratrici ed ai lavoratori dello Spazio Conad, guarda caso anche iscritte alla Fesica, al centro commerciale L’Aquilone. Un episodio vergognoso, specie se arriva da chi riveste un ruolo dirigenziale, e purtroppo non l’unico in quel contesto per cui ci stiamo rivolgendo al giudice del lavoro, di cui spero qualcuno renderà conto alla direzione generale che forse dovrebbe controllare ciò che succede in quel punto vendita del capoluogo abruzzese”.

Tuona così in una nota il sindacalista Marcello Vivarelli, segretario del terziario Fesica L’Aquila e provinciale di Teramo. “Non capiamo questo comportamento da parte di una grande sigla sindacale – afferma l’esponente Fesica -. Dove siamo, al mercato delle vacche? C’è per caso chi pensa che questo sindacato non sia in grado di fornire spiegazioni dettagliate alle lavoratrici ed ai lavoratori? Anche noi potremmo ‘proporci’ in questo modo a chi è iscritto ad altre sigle sindacali, ma sappiamo benissimo che non è un modo corretto di farlo. E dovrebbero saperlo anche gli altri”.

“Purtroppo – continua Vivarelli – siamo di fronte all’ennesima dimostrazione del fatto che in quello Spazio Conad ne succedono di tutti i colori, ma senza che intervenga nessuno a parte questo sindacato. Ci sono lavoratrici e e lavoratori che, se non si ‘adeguano’ a una gestione del personale, spesso immotivata, imposta da una delle responsabili del supermercato, è costretto a vivere il lavoro come un vero e proprio incubo”.

“Attendiamo dal 2019 un incontro con il direttore dello Spazio Conad – dice ancora il sindacalista – per capire il perché delle tante, troppe cose che non vanno, dalle formazioni sul posto di lavoro, agli spostamenti di settore. Ci sono stati casi di lavoratori che si sono licenziati dopo anni di lavoro perché spostati di colpo dai magazzini e dagli scaffali del supermercato ai banchi macelleria, pesce, eccetera, dove occorrono corsi di formazione specifici però mai fatti. Per non parlare della mancanza di riscontri delle timbrature, ma pure della questione di chi fa soltanto i turni di mattina e di chi si ritrova a causa di questa gestione a fare soltanto chiusure, di fatto dimenticando il contratto nazionale di lavoro. Non si può tollerare una turnistica impostata senza sabati e domenica di riposo, senza ferie a rotazione ad agosto”.

“Vogliamo spiegazioni subito, dopo aver aspettato troppo tempo con la speranza di un cambio di comportamento però mai avvenuto – conclude Vivarelli -. Non possiamo più dare fiducia a chi ha dimostrato ancora una volta di gestire il lavoro senza tenere in considerazione i diritti di tutti i dipendenti. Intanto, ci rivolgiamo al giudice del lavoro, in attesa che intervenga la direzione centrale di Monsampolo del Tronto”.