A Trieste la Fesica inizia la due giorni di raccolta firme per i dipendenti sfruttati della Euro&Promos

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A Trieste la Fesica inizia la due giorni di raccolta firme per i dipendenti sfruttati della Euro&Promos

Prenderà avvio oggi mercoledì 27 aprile, dalle 10 alle 12.30, davanti all’ingresso del Castello di San Giusto, l’annunciata raccolta di firme – che proseguirà anche domani –  organizzata dalla Fesica Confsal di Trieste. Un’iniziativa che, dice il segretario provinciale Filippo Caputo, rappresenta una “testimonianza e azione concreta di solidarietà con il personale in servizio presso i Civici Musei del Comune di Trieste, dipendente dalla società privata Euro&Promos”.

La Fesica ”punta il dito” contro la società che attua verso i lavoratori un regime di “sfruttamento” in termini di contratti scaduti e comunque inadeguati (con ampio ricorso ai famigerati contratti “a intermittenza”), compensi irrisori (5 Euro lordi all’ora, inferiori persino al “reddito di cittadinanza”!), non corrispondenza fra le previsioni del peraltro succoso capitolato d’appalto affidato dal Comune, la sua concreta applicazione e le mansioni effettivamente svolte dal personale.

Nel lungo elenco spunta inoltre una novità, ovvero la richiesta della Euro&Promos ai dipendenti “di mettere a disposizione il loro telefono cellulare privato per le comunicazioni aziendali, pretesa chiaramente inaccettabile e lesiva della sfera privata individuale delle persone. Il tutto in un quadro di mancanza dei controlli dovuti da parte dell’Ente appaltante (il Comune), motivo per cui si richiede al Sindaco Dipiazza, tramite la raccolta di firme, un suo intervento diretto e personale per risolvere la spinosa questione”.

“Alla pubblica raccolta di firme si è giunti – spiega la Fesica di Trieste – dopo aver verificato con i lavoratori l’effettiva gravità della situazione e, nel contempo, avendo dovuto purtroppo registrare l’indisponibilità del Comune a incontrare una delegazione sindacale in modo da appurare i fatti, scegliendo invece di sposare in ‘toto’ e del tutto acriticamente la posizione della Società affidataria dell’appalto. Da ciò la proclamazione dello stato di agitazione del personale e le denunce già presentate all’Ispettorato del Lavoro e alla Corte dei Conti (qui con l’ipotesi di spreco di denaro pubblico, stanti gli importi milionari previsti dall’appalto) e a breve anche presso il Giudice del Lavoro del Tribunale di Trieste. Ora, con la raccolta di firme si intende in particolare rendere nota la criticità di tale situazione a tutti i triestini, ma anche ai sempre più numerosi e affezionati turisti che vengono a visitarci, coinvolgendo tutti in un’azione di difesa del livello e della dignità delle Istituzioni culturali della nostra Città”.

La raccolta di firme – che dopo l’avvio a San Giusto dovrebbe svolgersi anche in altri siti cittadini, museali e non solo – sarà supportata da manifesti e da un volantino esplicativo, tradotti anche in inglese e tedesco “per far comprendere anche ai molti turisti il profondo disagio degli operatori di quei nostri Civici Musei che dovrebbero viceversa essere un importante e ben più luminoso “fiore all’occhiello” della città”.

Il volantino trilingue