La Fesica Confsal di Trieste sul ‘caso’ Euro&Promos a sostegno dei dipendenti

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La Fesica Confsal di Trieste sul ‘caso’ Euro&Promos a sostegno dei dipendenti

Euro&Promos è tra le più considerevoli realtà italiane operante nel settore del multiservizi: pulizia civile, industriale, sanitaria, logistica di magazzino, manutenzioni industriali, oltre a gestioni in ambito culturale e sociale.

PROSEGUONO INTANTO GLI ITER DELLE DENUNCE DEPOSITATE ALL’ISPETTORATO DEL LAVORO ED ALLA CORTE DEI CONTI PER VIOLAZIONI CONTRATTUALI, MANCANZA DI CONTROLLI E SPRECO DI DENARO PUBBLICO. ANNUNCIATO ANCHE IL RICORSO AL GIUDICE DEL LAVORO

Di seguito l’intervento del Segretario provinciale Fesica Confsal Trieste Filippo Caputo

“La proclamazione dello stato di agitazione del personale operante presso i Civici Musei del Comune di Trieste e dipendente dalla società Euro&Promos non è e non sarà un mero annuncio verbale dichiarato così ‘giusto per farlo’ e destinato a rimanere privo di effetti concreti, com’è spesso d’abitudine, purtroppo, nell’Italietta delle grandi sigle sindacali consociative e di fatto colluse con i poteri del momento. Viceversa, l’azione promossa dalla Fesica Confsal a tutela dei lavoratori che la suddetta Euro&Promos sta, a nostro parere, pesantemente sfruttando con la complicità del Comune, è destinata ad avere conseguenze ben che tangibili”.

Lo dichiara il Segretario provinciale Fesica Confsal Trieste Filippo Caputo che, anche a seguito delle interrogazioni svolte in Consiglio Comunale nei giorni scorsi e dei conseguenti articoli di stampa, sottolineando come la Fesica Confsal sia intervenuta con durezza anche a causa del rifiuto del Comune di incontrare una delegazione sindacale per appurare i fatti, scegliendo invece di sposare “in toto” e del tutto acriticamente la posizione della Società affidataria dell’appalto, informa come a seguito della denuncia della Fesica Confsal l’Ispettorato del Lavoro stia già svolgendo opportune indagini in merito, al pari della Corte dei Conti per le rispettive competenze.

“Ora non ci resta che aspettare”, osserva ancora Caputo che rimarca come “le gravi mancanze contrattuali, le palesi difformità fra le previsioni del Capitolato d’appalto e il suo svolgimento concreto, con il risultato di un trattamento complessivo riservato ai lavoratori davvero infimo, nonchè la mancanza dei dovuti controlli da parte del Comune (come peraltro previsto dallo stesso Capitolato, all’art. 9 “Controlli”, e dalle norme generali sugli appalti pubblici) sono sotto gli occhi di tutti!”

“Noi – continua il Segretario provinciale Fesica Confsal – abbiamo, da parte nostra, più volte apertamente lanciato l’allarme su uno stato di cose che vede da un lato il Comune spendere milioni di danaro pubblico per avere un servizio che, appar Capitolato, doveva essere a livelli di ‘5 stelle superiore’ mentre ci ritroviamo con risultati, ben che vada, da ‘1 stella spuntata’; e ciò laddove nel contempo i lavoratori che tengono in piedi questo servizio si vedono pagati con il profumato compenso di 5 Euro lordi all’ora ! Ovvero una vera e propria vergogna, addirittura inferiore al cosiddetto “reddito di cittadinanza” e, per di più, con il frequentissimo ricorso ai famigerati contratti ‘a intermittenza’ (per ben 25 sui 61 dipendenti totali, dei quali altri ancora a tempo parziale!). In questa situazione questi dipendenti dovrebbero, almeno secondo quanto previsto sulla carta dal Capitolato d’appalto, garantire il lavoro di sorveglianza, biglietteria, bookshop e assistenza al pubblico, anche con la conoscenza di lingue straniere ! Tutto ciò, con il sussistere di molteplici gravi carenze e difformità, lo abbiamo ripetutamente segnalato ma la risposta è stata un sostanziale silenzio, con il rifiuto del Comune di incontrarci, meramente avallando le tesi della Società Euro&Promos secondo la quale – ovviamente – tutto è a posto e non vi sono problemi…”

“Noi però – ribadisce Caputo – non possiamo non chiederci quando e in che termini il Comune ha svolto i previsti e dovuti controlli in merito al rispetto delle previsioni del Capitolato che sta alla base del succoso appalto affidato dal Municipio alla Euro&Promos. Ad esempio, quando è stato effettuato l’ultimo controllo e con quali risultati? Sono dati che “forse” dovrebbero essere pubblici stante che si tratta di denaro pubblico. O no?”

E ci chiediamo ancora: è possibile, ed è tollerabile, che una società quotata in borsa che si pone dunque il precipuo scopo di premiare con i dividendi i suoi soci (e ciò è naturalmente comprensibile), debba però, per ottenere questo risultato finanziario, sfruttare i propri dipendenti, impiegati tra l’altro nello svolgimento di un pubblico servizio in sedi comunali quali sono i Civici Musei cittadini, e ciò con la colpevole complicità e/o quantomeno disattenta superficialità del Comune ? Ed è tollerabile, a maggior ragione in questo contesto pubblico, che tale Società Euro&Promos arrivi al punto di pretendere dai dipendenti – come ci risulta e avviene – di mettere a disposizione il loro telefono cellulare privato per le comunicazioni aziendali, così sopperendo a una evidente disorganizzazione aziendale (e ulteriormente risparmiando sul proprio bilancio !), e ciò senza neppure ipotizzare il pagamento, da eventualmente concordare, di una qualche congrua indennità (reperibilità o simili)? E l’Amministrazione Comunale è a conoscenza, o no, di questi gravi fatti, lesivi della sfera privata individuale delle persone ?

Sta di fatto – informa la Fesica Confsal – che è di ieri l’invio all’Azienda di una serie di diffide da parte di un nutrito numero di dipendenti in merito a questa ulteriore inaudita pretesa padronale.

E mentre su tutti gli altri aspetti – dichiara ancora il Segretario Caputo – a breve si procederà, oltre che come già fatto con l’Ispettorato del Lavoro e la Corte dei Conti, anche presso il Giudice del Lavoro del Tribunale di Trieste, anche su questa nuova inaccettabile molestia e pretesa avanzata dalla Euro&Promos ai suoi dipendenti, tra l’altro con toni indiscutibilmente ricattatori, se essa non cesserà immediatamente non potremo, come Sindacato, che far partire un’ulteriore denuncia e ci ritroveremo in Tribunale ! Poiché non si è mai visto, né sui contratti né su alcuna legge, che i dipendenti debbano mettere a disposizione il proprio telefono privato, senza alcun preventivo accordo né indennità!”

Ci risulta – conclude il comunicato della Fesica Confsal – che in altre realtà del Nord Italia (come Milano e Torino), a fronte di alcune situazioni per certi aspetti analoghe, riguardanti simili appalti di servizi pubblici, le rispettive Amministrazioni Municipali abbiano risolto positivamente le questioni intervenendo con ben altra prontezza e determinazione. A Trieste ciò non è possibile ? Perchè ???

E mentre ribadiamo la nostra richiesta al Sindaco Dipiazza di intervenire personalmente per esaminare e risolvere una situazione ambigua e poco trasparente che investe direttamente il nostro Comune, annunciamo l’avvio, subito dopo le Festività della Santa Pasqua, di una raccolta di firme fra i cittadini e i visitatori presso le principali sedi museali allo scopo di informare la comunità cittadina, sensibilizzare le autorità competenti e manifestare pubblica solidarietà a lavoratori vessati che, pur dotati di notevole professionalitàricevono compensi irrisori per consentire a una società privata quotata in borsa di “ingrassare” i propri azionisti !

La raccolta di firme sarà supportata da manifesti e da un volantino illustrativo, tradotto pure in inglese e tedesco, per far comprendere anche ai numerosi turisti il disagio degli operatori di quelle che dovrebbero essere le “eccellenze culturali” della nostra Città !

Il testo del volantino si aprirà con queste parole: “La ditta Euro&Promos, società quotata in borsa, “sfrutta” i dipendenti dei musei con la complicità del Comune di Trieste. Ci applicano un contratto non idoneo alle mansioni svolte, per di più scaduto da 7 anni e ci pagano 5 Euro lordi all’ora, una vergogna padronale e politica che vogliamo cancellare. Chiediamo una firma di solidarietà per sensibilizzare e far intervenire il Sindaco di Trieste”. 

Trieste svegliati !”, conclude così Filippo Caputo.