Mense Telecom Italia, la Fesica Confsal ha incontrato la sottosegretaria al Lavoro Nisini per i lavoratori

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Mense Telecom Italia, la Fesica Confsal ha incontrato la sottosegretaria al Lavoro Nisini per i lavoratori

A sinistra il segretario provinciale Fesica Confsal Paolo Trivisonno

La situazione inverosimile portata all’attenzione della sottosegretaria parla di lavoratori da 13 mesi bloccati nel limbo dell’incertezza, con nessuna sicurezza sul loro futuro 

 

La Fesica Confsal insieme a Clas, Flaica Cub, Ugl Terziario e USB, sono state ricevute dalla Sottosegretaria al Ministero del Lavoro Tiziana Nisini in merito alla vertenza relativa all’appalto per la ristorazione delle sedi Telecom. All’incontro ha partecipato, da remoto, anche il Direttore generale relazioni industriali del Ministero Romolo De Camillis.

Le OO.SS. hanno illustrato la drammatica situazione dei circa 300 lavoratori e lavoratrici addetti al servizio, per lo più part time, in cassa integrazione da oltre un anno e senza nessuna certezza di ripresa dell’attività lavorativa. Si è inoltre fortemente stigmatizzato il comportamento tenuto in tutti questi mesi da Telecom, che ha sempre rifiutato qualsiasi incontro con i sindacati nonostante le ripetute richieste senza mai neanche fornire  la minima informazione circa tempi e modalità di ripresa del servizio; tale mancanza di informazioni rende al momento di fatto impossibile qualsiasi confronto con le ditte che gestivano il servizio fino allo scorso 31 agosto, essendo nel frattempo anche scaduto il contratto di appalto relativo al servizio.

La Fesica Confsal ha quindi chiesto al Ministero di attivarsi sia con Telecom che con Cirfood e Elior – le aziende alle cui dipendenze è tutt’ora il personale -, per aprire un tavolo di confronto e gestire una situazione, con il passare del tempo, sempre più preoccupante. Al futuro tavolo, in prima battuta, Telecom deve assumersi le proprie responsabilità nel fare chiarezza in merito alle proprie intenzioni. Da parte di un’azienda dell’importanza di Telecom si tratta di un atto dovuto a queste lavoratrici e lavoratori, che 13 mesi, oltre a non avere nessuna certezza di poter tornare a lavorare, devono barcamenarsi in una gravissima situazione di riduzione del proprio reddito senza peraltro nessuna certezza sui tempi di pagamento dell’integrazione salariale dall’Inps, che avviene con ritardi di almeno 2-3 mesi.

L’Onorevole Nisini ha assunto l’impegno di attivarsi immediatamente con Telecom per sensibilizzare l’Azienda italiana di telecomunicazioni e coinvolgerla in un tavolo di confronto con sindacati e aziende. In un più ampio discorso sulla situazione del settore e sugli ammortizzatori sociali, si è inoltre sottolineata l’importanza di arrivare ad un riforma del sistema, che semplifichi le procedure e che soprattutto preveda come regola generale l’obbligo per le aziende di anticipare i trattamenti di cassa integrazione ai propri dipendenti, mentre il pagamento diretto da parte dell’Inps dovrebbe rappresentare un’eccezione limitata ai casi in cui l’azienda documenti all’Inps una grave difficoltà finanziaria tale da non consentire l’anticipo dei trattamenti integrativi.

“Si auspica a questo punto – ha detto il segretario provinciale Fesica Confsal di Roma Paolo Trivisonno – un pronto riscontro del Ministero alle sollecitazioni avanzate e che Telecom si renda quindi disponibile ad un confronto che consenta almeno di poter intavolare con le aziende un percorso finalizzato alla piena salvaguardia occupazionale”.

Un ritaglio stampa che ha riportato dell’incontro