Direttiva Ue sulla conciliazione: Nuove tutele e lavoro flessibile per i genitori

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Direttiva Ue sulla conciliazione: Nuove tutele e lavoro flessibile per i genitori

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I papà hanno diritto a un congedo di paternità di almeno dieci giorni, sempre e comunque, in occasione della nascita di un figlio. Fino a quando il figlio non spegne otto candeline, inoltre, papà e mamme hanno diritto a fruire di modalità flessibili di lavoro. Tutti i lavoratori, infine, hanno diritto ad assentarsi a causa di forza maggiore attinenti a malattie e infortuni dei propri congiunti. A stabilirlo, tra l’altro, è la direttiva Ue 2019/1158, in vigore da oggi, che prevede le misure minime atte a garantire parità sul lavoro tra uomini e donne e per la conciliazione tra lavoro e vita familiare. Gli stati membri hanno tre anni di tempo per recepire le novità (entro il 2 agosto 2022). Parità e conciliazione. La direttiva dispone diritti individuali dei lavoratori relativi: a) al congedo di paternità, al congedo parentale e al congedo per i prestatori di assistenza; b) a modalità di lavoro flessibili per i lavoratori che sono genitori o i prestatori di assistenza. Si tratta, come detto, di misure minime, cioè inderogabili a ribasso, per cui gli stati possono introdurre o mantenere norme più favorevoli ai lavoratori. Per principio, infatti, la direttiva non può costituire motivo atto a giustificare una riduzione del livello generale di protezione dei lavoratori: se una riduzione dovesse proprio rendersi necessaria, questa andrà fissata e giustificata dal Legislatore insieme alle parti sociali rispetto alle norme di legge e contrattuali in vigore oggi, 1° agosto (ovviamente rispettando i livelli minimi fissati nella direttiva).

Per quanto riguarda l’Italia, molte delle discipline trattate dalla direttiva sono oggi più favorevoli ai lavoratori; dunque non interessate a modifiche obbligatorie. Tre aspetti, invece, appaiono come novità: il congedo di paternità di 10 giorni; il diritto a usufruire di forme flessibili di lavoro; il congedo per causa di forza maggiore familiare. Congedo paternità. La direttiva stabilisce il diritto a favore del padre (o secondo genitore, in caso di unione civile) a un congedo di paternità di dieci giorni lavorativi da fruire in occasione della nascita di un figlio. Agli stati è data facoltà di stabilire se il congedo possa essere fruito parzialmente anche prima della nascita del figlio o se soltanto dopo la nascita e se possa essere fruito anche con modalità flessibili. Il nuovo congedo richiama alla memoria la misura sperimentale in vigore per i figli nati nell’anno 2019 che riconosce ai papà non un diritto, ma l’obbligo a prendere un congedo di cinque giorni (più uno facoltativo). Modalità di lavoro flessibili. Altra misura obbligatoria richiesta dalla direttiva è riconoscimento del diritto, ai lavoratori (mamme e papà) con figli fino a una certa età, non inferiore a otto anni, e dei prestatori di assistenza di chiedere orari di lavoro flessibili per motivi di assistenza.

Per «modalità di lavoro flessibili» si intende l’adattamento dell’organizzazione della vita professionale, anche mediante l’uso del lavoro a distanza, di calendari di lavoro flessibili o di una riduzione dell’orario di lavoro. Il nuovo diritto può essere subordinato a una determinata anzianità lavorativa o di servizio non superiore a sei mesi. Assenza per cause di forza maggiore. Terza novità della direttiva è il riconoscimento a ciascun lavoratore del diritto di assentarsi dal lavoro per cause di forza maggiore, derivanti da ragioni familiari urgenti in caso di malattie o infortuni che ne rendano indispensabile l’immediata presenza.

[estratto da ItaliaOggi 1.8.19]