Reddito di cittadinanza. Alfredo Mancini (Confsal) al tavolo col sottosegretario al Lavoro Cominardi

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Reddito di cittadinanza. Alfredo Mancini (Confsal) al tavolo col sottosegretario al Lavoro Cominardi

Il Consigliere e tecnico della Confsal, nonché vice segretario generale della Fesica Confsal Alfredo Mancini, è stato invitato dal Sottosegretario al Lavoro Cominardi presso la “sala governo” della Camera dei deputati per fare “un punto” in materia di Reddito di cittadinanza.   

Riportiamo, in sintesi con qualche cenno tecnico, quanto espresso dallo stesso Mancini proprio sul tema per cui è stato invitato come esponente di sindacato maggiormente rappresentativo.

 “La Confsal ritiene il Reddito di Cittadinanza uno strumento valido ed innovativo se considerato quale strumento di politica attiva, dove la tutela statale prevista per i cittadini più svantaggiati non si limita al mero assistenzialismo economico, ma mirerebbe all’ambizioso fine di reinserimento lavorativo e sociale delle fasce più deboli della popolazione. Riteniamo necessario evidenziare alcuni progressi realizzati a seguito del passaggio al Senato:
• la specifica riguardo la documentazione da produrre, differenziata a seconda del paese di origine del cittadino che ne fa richiesta ai fine ISEE;
• la modifica all’Art 2 comma 3 (Beneficiari) che ripristina la possibilità del nucleo a percepire il Reddito di Cittadinanza, seppur in presenza di un componente disoccupato a seguito di dimissioni volontarie;
• la precisazione riguardo gli oneri INAIL e Responsabilità civile; come le ulteriori scelte, relative alla distanza, per la determinazione dell’“Offerta Congrua”

Al contempo è necessario evidenziare alcuni aspetti che potrebbero essere utili ai fini di una valutazione ulteriore di chi ha la responsabilità delle decisioni politiche, soprattutto relativamente all’individuazione dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza.

In prima analisi, è di dominio pubblico la modifica relativa ai coniugi che permangono nel medesimo nucleo anche a seguito di separazione e divorzio. Appare riduttivo limitare i controlli solo agli eventi avvenuti successivamente al 1° Settembre 2018, vista l’intensa collaborazione che si avrà con le amministrazioni locali ed anche con la Guardia di Finanza ed essendo ipotizzabile, in tempi passati, l’inopportuna prassi di separazioni e divorzi per fruire di prestazioni assistenziali a carico dello Stato, e quindi della collettività. Va poi considerato come, nel Disegno di Legge modificato al Senato, si affidino giustamente le richieste di Pensione di Cittadinanza agli Istituti di Patronato, ed invece sul portale istituzionale dell’INPS compaia la modalità di richiesta presso i CAF ed anche l’esclusione dei nuclei familiari tra i cui componenti sono presenti soggetti disoccupati a seguito di dimissioni volontarie nei 12 mesi precedenti, oltre alla comunicazione dell’INPS, avvenuta in data 12 Febbraio 2019 riguardo la modifica della validità temporale della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU).
Tutto ciò al fine di valutare l’opportunità di generare domande, quando ancora non se ne conoscono i dettagli definitivi.

Art 4, comma 9 bis (Patto per il Lavoro e Patto per l’Inclusione Sociale)
Nella parte in cui si modifica la definizione di Offerta Congrua viene specificato “Per i beneficiari di Reddito di Cittadinanza, superiore di almeno il 10% rispetto al beneficio massimo fruibile da un solo individuo, incluso della componente ad integrazione del reddito dei nuclei residenti in abitazioni in locazione”. Trattandosi di beneficio del nucleo, la formulazione proposta fa intendere il calcolo di “almeno il 10% rispetto alla parte di beneficio che percepirebbe il singolo componente” e non il riferimento ai 780€ massimi fruibili dal nucleo composto da un solo individuo.
Tale formulazione, infatti, creerebbe una disparità di trattamento fra i nuclei composti da un solo individuo e nuclei composti da più individui.
Art 4, comma 2 (Patto per il Lavoro e Patto per l’Inclusione Sociale)
Per quanto riguarda l’autorizzazione all’INPS ad inviare comunicazioni informative sul Reddito di Cittadinanza ai nuclei familiari che, a seguito dell’Attestazione ISEE, presentino valori dell’indicatore e di sue componenti compatibili con la “titolarità del beneficio” non si fa menzione dei possibili fruitori della “Pensione di Cittadinanza”.
Infatti, se il riconoscimento del beneficio è “a domanda”, così come avviene per il Reddito di cittadinanza, è opportuno non creare disparità di informazione fra le due tipologie di beneficiari. Ad ogni modo, l’INPS è già a conoscenza delle informazioni “pertinenti” per ipotizzare la compatibilità della Pensione di cittadinanza con il reddito o la prestazione percepita, quantomeno relativamente agli importi erogati. Infatti, tale modalità già è presente nei casi di invio della comunicazione relativa all’erogazione della 14ma mensilità e nei casi di revoca delle prestazioni invalidi civili sulla base di parametri reddituali che avviene attraverso le comunicazioni reddituali annuali e di ricovero, comunemente dette RED ed INVCIV. Bene quindi le modifiche riguardo le informazioni “pertinenti” disponibili negli archivi e in quelli delle amministrazioni titolari di dati, come da Confsal proposto in audizione al Senato, per reperire ad esempio, i dati relativi ai contratti di affitto ove non vige l’obbligo di registrazione, come in alcuni casi di Edilizia Residenziale Pubblica, per determinare un indicatore ISEE corretto.

Art. 8 (Incentivi per l’Impresa ed il Lavoratore)
Come già evidenziato in audizione al Senato, riteniamo necessario sottolineare che la norma così definita creerebbe, ancora dopo il Jobs Act, un contratto a tempo indeterminato tendente al precariato.
Infatti, posto che non è nostra intenzione demonizzare la parte datoriale, la norma prevede che il datore di lavoro non è tenuto alla restituzione dell’incentivo fruito, nel caso di licenziamento per giustificato motivo, indipendentemente da quando esso avviene. Ciò comporterebbe la possibilità per il datore di lavoro di licenziare il dipendente dopo la fruizione dell’incentivo senza che sia ad esso imputabile alcunché se non il cd. ticket licenziamento. Infatti, Il giustificato motivo comprende quello oggettivo, che si configura nel momento in cui esiste un’esplicita necessità dell’impresa, come ad esempio nei casi di riorganizzazione o ridimensionamento.
In questi casi, il giudice del lavoro non può opporsi al ridimensionamento o riorganizzazione aziendale perché il diritto di libertà dell’attività economica privata è sancito dall’Art. 41 della Costituzione.
Quindi, riteniamo che non si possa parlare di una norma destinata alla creazione di posti di lavoro stabile quanto di una norma che assegna incentivi a tempo alle imprese. Non riteniamo sia sbagliato incentivare la creazione di posti di lavoro, ma non si tratta di tempo indeterminato “puro” come scritto nella norma.

Ai fini ISEE, ci preme rimarcare come sia necessario normare anche nei casi di influenza del reddito del Genitore non convivente in assenza di coniugio e non more uxorio, cd. (GNC) che è la modalità utilizzata, ad esempio, dai Comuni per le agevolazioni relative alla mensa scolastica, onde evitare che i genitori di uno stesso minore facciano parte di nuclei diversi pur essendone tenuti al mantenimento.
Ad ogni modo, l’indicatore come determinato nel Disegno di Legge escluderebbe dai beneficiari del Reddito di Cittadinanza persone che hanno perso il posto di lavoro almeno dal Dicembre 2016 e hanno percepito l’Indennità di Disoccupazione durante l’anno 2017.
A titolo esemplificativo, l’indennità di disoccupazione è soggetta a tassazione IRPEF ed è considerata reddito da lavoro dipendente nella CU (Certificazione Unica) rilasciata dall’INPS; quindi, l’indennità di disoccupazione erogata nel 2017 influisce sull’ISEE 2019 utile ai fini della percezione del Reddito di Cittadinanza e, in particolare, sul valore del reddito familiare che dovrà essere inferiore alla soglia di € 6.000 annui con parametro di scala di equivalenza 1(uno) riferita al primo componente del nucleo.

Pertanto, i percettori di disoccupazione vedranno slittare la loro possibilità di accedere al beneficio del Reddito di Cittadinanza e non vedranno riparametrata la loro indennità di disoccupazione a tale beneficio perché non se ne fa menzione nella norma e non viene specificata l’eventuale percentuale di computazione ai fini dell’indicatore ISEE.
Infatti, la norma riporta che il beneficiario della NASPI verrà convocato entro 30 gg dal riconoscimento del reddito di cittadinanza che si basa su un determinato indicatore ISEE nel quale non potrà rientrare.
Altresì, riteniamo sia opportuno creare una banca dati che possa evidenziare le reali agevolazioni percepite dai nuclei familiari che, come sappiamo, sono di origine statale, regionale, comunale, così da rilevare chi ha bisogno di cosa e quanto, rispondendo così a parametri di equità rispetto al resto della popolazione italiana.
Per quanto riguarda la parte di politica attiva pubblica constatiamo come sia fondata su di un sistema statistico-predittivo coadiuvato da un questionario di autovalutazione sulla personalità e sulle aspettative lavorative e solo successivamente potrà essere basato anche sulla professionalità e formazione degli operatori.
Quindi, riteniamo sia il caso di sospendere il giudizio fino all’adeguamento strutturale, informatico e professionale dei Centri per l’Impiego specificando che altri paesi hanno adottato il sistema predittivo, basato su dati di origine statistico-quantitativa, e successivamente abbandonato per scarsità od inadeguatezza dei dati frutto di predizione.
Altresì, se si vuole ambire al reinserimento lavorativo e sociale delle fasce più deboli della popolazione, non riteniamo opportuno trasferire la ricerca attiva di lavoro in capo ai cittadini e solo attraverso un portale dove verificare la presenza di nuove offerte di lavoro. Per essere più chiari, serve urgentemente l’implementazione dell’Orientamento di II Livello nei Centri per l’impiego”.