L’intervento del Segretario Mariani al XI° Congresso nazionale Confsal [Testo e video]

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L’intervento del Segretario Mariani al XI° Congresso nazionale Confsal [Testo e video]

Di seguito il testo ed il video integrale dell’intervento del Segretario generale della Fesica Confsal Bruno Mariani  al XI° Congresso Nazionale Confsal in corso ancora oggi e domani. Mariani, nel corso del suo intervento, ha annunciato anche la presentazione di un ddl sulle morti sul lavoro.

Cari delegati,

rivolgo a voi tutti un sincero saluto mentre noto con piacere la grande partecipazione e l’ottimo fermento – e l’impulso – che la nuova segreteria sta dando.

Sono nella Confsal da ormai quasi 30 anni e da veterano vorrei ricordare i segretari che durante questo periodo hanno contribuito alla continua crescita della Confederazione: il professor Tricarico, l’amico Mignolo, Gallotta, Nigi …

Con il subentro di Margiotta la Confsal ha acquisito nuova energia e molteplici sono le iniziative, i convegni, gli interventi politici sindacali che hanno visto la nostra Organizzazione protagonista.

Voi come me, vivete da tempo con passione, il ‘mondo’ complesso ed oggi in continua evoluzione, del sindacato. In comune abbiamo la crescita di Confsal e di tutte le Federazioni, ma soprattutto – una cosa che non dobbiamo mai dimenticare – l’esercizio morale e la funzione pratica ed improcrastinabile della tutela dei lavoratori.

In questi tre giorni di congresso non posso esimermi di porre sul tavolo, ancora una volta, la legittimità della libertà sindacale ed, oggi più che mai, mi fa ben sperare la posizione assunta dall’Esecutivo di governo in carica che, rispetto al passato, ha aperto le porte dell’ascolto senza preclusioni a tutte le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.

Significativo il recente incontro a Palazzo Chigi del Segretario Generale Margiotta al tavolo col premier Conte per un parere sulla Manovra, ed è innegabile che rispetto a prima, pian-piano, anche gli attori istituzionali e politici stiano rafforzando l’idea che i Ccnl siglati dalle organizzazioni reputate da alcuni non “comparativamente più rappresentative” costituiscano invece una garanzia per i lavoratori e in molti casi, ormai, rispondono in modo più adeguato alle esigenze del mercato del lavoro odierno. Quello moderno, attuale.

  • A riguardo vorrei riprendere le parole del Dr. Paolo Stern del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, membro della Commissione di Certificazione dei Contratti sempre all’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma, Professore di economia a Roma Tre ed autore di diverse pubblicazioni su lavoro e welfare, che – recentemente –  rispetto alla  conferma data dal Cnel sulla resa della comparazione dei nostri CCNL, ha evidenziato come sia necessaria “una revisione del sistema nel rispetto dell’art. 39. Il pluralismo – ribadisce Stern – fa bene ai sindacati e la trincea del ‘comparativamente + rappresentativo’ appiattisce le relazioni industriali”.

Perfettamente in linea! Vorrei ricordare inoltre come i contratti debbano rappresentare gli interessi e le tutele di imprese e lavoratori di settore. Bisogna garantire dignità per chi porta innovazione e contenuti.

 “Pirati” non sono i nostri Ccnl, ma forse  coloro che vogliono bandire la dignità dei lavoratori e la pluralità.

Auspico pertanto si potenzi e promuova la contrattazione di qualità: in un mercato del lavoro che cambia e si trasforma è necessario guardare a nuove forme di flessibilità, al welfare, all’incremento della produttività anche per aumentare i posti di lavoro.

Al netto di quanto accennato, ritengo comunque che il rispetto della libertà sindacale, sancito dall’art. 39 della Costituzione, debba essere sempre più chiaro a tutti e noi abbiamo il diritto/dovere di rivendicarlo e farlo rivendicare in ogni sede e situazione ambigua o penalizzante per il lavoratore e noi stessi.

Non voglio dilungarmi, ma ripartire con voi tutti e la Confsal per difendere i nostri Contratti collettivi nazionali e fronteggiare – altro punto che ho a cuore – le morti nei luoghi di lavoro.

La “tutela dei lavoratori” anche in senso stretto abbraccia nozioni molto ampie. Come accennato vorrei soffermarmi sull’ormai atavica questione legata alla sicurezza sul lavoro, che non conosce purtroppo margini di arresto. Basti pensare che fonti accreditate come l’Inail, stampa nazionale ed Ispettorato Nazionale del Lavoro – tanto per citarne alcuni – nell’ultimo biennio hanno fatto emergere dati sconfortanti che ci devono, senz’altro, far riflettere e agire.

Agire con senso di responsabilità; perché davanti alle cosiddette “morti bianche” non possiamo restare inermi.

 Lo dobbiamo ai lavoratori, lo dobbiamo alle famiglie delle vittime,   ce lo impone il nostro ruolo,  il nostro essere sindacalisti..

Anche per questo, ma non solo per questo, la Fesica Confsal da mesi grazie alla collaborazione tra l’Ufficio Studi, l’Ufficio legale e l’Ufficio stampa della Fesica, coordinato dal Dr. Rogero Fiorentino, hanno lavorato ad un Disegno di Legge che mira ad introdurre il reato di morte sul lavoro e nello specifico con l’introduzione di reati per “lesioni personali colpose gravi o gravissime sul lavoro” e “morte per inosservanza colposa delle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro”.

A fronte degli avvenimenti mortali nei luoghi di lavoro e di un certo vuoto normativo in tema, non possiamo che intervenire legiferando; pertanto abbiamo intenzione di presentare, grazie a quei parlamentari che mostreranno una certa sensibilità, il ddl a cui abbiamo lavorato e che faremo depositare a partire da uno dei rami del Parlamento. Non si tratta di una iniziativa “arroccata”, personalistica, ma aperta al contributo migliorativo di tutti. L’atto parlamentare è infatti visionabile da chiunque presso la nostra Segreteria generale prima della presentazione del prossimo mese.

Riteniamo questo provvedimento legislativo molto importante perché oltre le parole, con l’aiuto di tutti, potrà avere un eco nazionale rilevante e determinare quel “senza precedenti” che ambisce ad invertire il corso delle cose. Delle morti sul lavoro appunto.

 Ci credo, ci spero, ci conto. Da questo obiettivo vorrei rilanciare la nostra azione che, insieme alle altre sfide, può rappresentare  davvero  un nuovo patto sociale per lo sviluppo!

Dunque, buon lavoro: avanti tutta col sindacato vero che guarda al futuro con ottimismo e determinazione!

 GRAZIE”.