ATER Roma, Mancini (Fesica casa): “pronti al confronto per soluzioni alternative”

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ATER Roma, Mancini (Fesica casa): “pronti al confronto per soluzioni alternative”


Il futuro delle case popolari di Roma, e dell’ente che le gestisce, è adesso principalmente nelle mani di Enrico Laghi. Il 10 agosto scorso, l’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale del Comune di Roma, gli ha affidato una consulenza per “l’analisi delle Attività e Passività di natura finanziaria dell’Azienda, finalizzata alla definizione di un Piano di Rientro dall’esposizione debitoria”.

La situazione dell’Ater Roma è molto delicata. Il nuovo direttore generale, in una recentissima riunione ristretta ha spiegato che “l’obiettivo è fare di tutto per rilanciare un’azienda fondamentale per la ricostruzione del tessuto sociale cittadino”, smentendo fortemente coloro che pensavano a un’immediata liquidazione dell’agenzia territoriale, possibilità avanzata nel luglio scorso in sede di redazione della bozza di bilancio regionale.

Il Responsabile Fesica Confsal del comparto casa Giuseppe Mancini, ha affermato in merito che: “La Fesica Confsal è stata sempre fortemente contraria all’ipotesi di liquidazione coatta amministrativa, ottenendo in agosto lo stralcio dell’ipotesi in sede di discussione regionale. Fesica Confsal, in tempi rapidi, è pronta ad un confronto per soluzioni alternative”.

Campidoglio e Regione Lazio intanto sembrerebbero lavorare ad un’assistenza alloggiativa che affianchi le prossime operazioni di sgombero. Si punterebbe ad una liberazione degli immobili occupati che sia il meno traumatica possibile. Il Campidoglio ha inoltre comunicato che metterà in campo il nuovo servizio di assistenza e sostegno socio alloggiativo temporaneo (Sassat), dedicato ad accogliere e accompagnare le famiglie in condizioni di fragilità verso l’autonomia. Quanto alla Regione Lazio si è detta disponibile a frazionare – con un investimento di 40 milioni – case popolari ATER, di solito molto ampie, per ricavare piu’ alloggi. Sarebbe emersa anche la possibilità di un cambio di destinazione d’uso degli immobili comunali da ‘commerciali’ a residenziali.