Centri impiego, Mancini (Fesica C.): “Buoni intenti di Di Maio per migliorare funzionalità”

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Centri impiego, Mancini (Fesica C.): “Buoni intenti di Di Maio per migliorare funzionalità”

Le parole a margine del Tavolo della Moda al Mise del vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Di Maio, sul rafforzamento dell’incrocio tra domanda e offerta in tema di migliore funzionalità dei centri per l’impiego, collineano con quanto affermato, in qualità di consigliere Confsal, nella recente audizione in com-missione Lavoro in Senato”.

Così il vice segretario generale della Fesica Confsal Alfredo Mancini, che specifica: “è necessario che la dualità tra pubblico e privato debba realizzarsi anche attraverso lo sviluppo della bilateralità che, appunto, facilita per natura l’incrocio tra domanda e offerta”.

Anche gli investimenti sulla formazione annunciati dal ministro – aggiunge Mancini – potranno servire a far ottenere un rapporto virtuoso ed efficiente tra funzione pubblica e funzione privata che, oggi, manca e che rappresenterebbe una pratica importante per il futuro del mondo del lavoro italiano. Oggi, più che in passato, il nostro paese ha ampi margini di miglioramento e, se gli intenti di Di Maio si concretizzeranno, varranno la giusta funzionalità dei centri quali strumenti chiave importantissimi per i nostri figli e le future – conclude il vice segretario generale di Fesica Confsal Alfredo Mancini – generazioni“.

Di Maio stamane, si era espresso con un “sui centri per l’impiego sono molto fiducioso, le Regioni non appena avranno gli stanziamenti sono sicuro che andranno veloci soprattutto nel reclutamento delle persone che servono per farli funzionare. Ieri sono stato a Berlino, solo in un centro lavorano 900 persone, in Italia non ci arriviamo in tutte le Regioni”.

Per il leader cinque stelle “il tema della formazione e del coordinamento dei centri per l’impiego è soprattutto una questione di software. L’incrocio della domanda e dell’offerta dobbiamo farlo – aveva detto – incrociando le banche dati delle aziende e dei centri di formazione. Investiremo molto di più nella formazione e domanda e offerta si incontreranno”.

Ecco cosa aveva detto Mancini in audizione commissione lavoro – previdenza sociale, per l’indagine conoscitiva sul funzionamento dei servizi pubblici per l’impiego

 

 

 

Sempre nella giornata di oggi il ministro Tria in Commissione Politiche Ue del Senato, per l’esame in sede consultiva della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2018, aveva parlato – “carte DEF alla mano” – di ristrutturazione dei centri che “dovrà mirare a rendere omogenee le prestazioni fornite, a realizzare una rete capillare in tutto il territorio nazionale, a implementare il Sistema Informativo Unitario e a sviluppare servizi avanzati per le imprese, in grado di facilitare l’attività di ricollocazione dei disoccupati”.

La Nota osservava altresì che appare necessario un adeguamento dei locali anche dal punto di vista strutturale, “rendendo i centri per l’impiego un luogo in cui il lavoratore può trovare da subito un aiuto e condizioni adattate agli urgenti bisogni derivanti dalla perdita del posto di lavoro“. Ai fini del perseguimento di tali obiettivi, il Documento osserva che sono necessari un elevamento delle relative risorse finanziarie ed un piano di assunzioni di personale qualificato e che, quindi, occorre “individuare le competenze da formare” e definire un sistema di tracciabilità dei fondi destinati alla ristrutturazione dei centri per l’impiego.